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Opere della mostra Manet, Ritorno a Venezia
Edouard Manet è il protagonista di Manet. Ritorno a Venezia, una mostra che la città dedica al noto precursore dell'impressionismo. Le sue opere destano scandalo nella Francia dell'Ottocento e quando non vengono rifutate dai Salon parigini, rischiano lo sfregio da parte dei borghesi indignati: è il caso della famosissima Olympia, dipinto pregevole che si ispira addirittura alla Venere di Urbino di Tiziano Vecellio, in cui Manet ritrae una prostituta. L'atteggiamento rilassato e consapevole, lo sguardo puntato dritto negli occhi dello spettatore, il corpo nudo vestito solo del nastrino nero attorno al collo provocano l'ira dei perbenisti. A ciò si aggiunge la tecnica, che ha abbandonato le consuete sfumature in favore di una pittura di macchia, più immediata e mal vista dal pubblico. E a questa tecnica, a questo modo nuovo di fare arte Manet resta fedele per tutta la sua produzione artistica: di seguito una carrellata dei suoi lavori più noti, accanto a quelli di Tiziano, Carpaccio, Lotto e Tintoretto che partecipano assieme a lui alla mostra veneziana come ispiratori "locali" della sua pittura.
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Cut Food di Beth Galton
“Cut Food”, il cibo si fa in due. L’autrice del progetto è la fotografa americana Beth Galton, che ha immortalato la metà dei cibi che quotidianamente affollano la nostra tavola. In collaborazione con la food stylist Charlotte Omnés, la Galton ha il pregio di essere riuscita a immortalare non solo la superficie dei cibi, ma anche il loro interno, un elemento nuovo per il mondo della fotografia e che consente a chi osserva di apprezzare il prodotto nella sua totalità e, quindi, di immaginare, attraverso lo scatto, il sapore del piatto che sta guardando.
Beth Galton ha studiato a Hiram, in Ohio, e ha iniziato la sua attività di fotografa nel 1980, fondando il Beth Galton Studio. Nella sua carriera ha vinto numerosi premi, come il PDN Nikon Award e l’International Advertising Festival di New York.
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Piero Manzoni opere
Piero Manzoni naque a Soncino il 13 luglio del 1933 e morì a Milano, sua città d’adozione, a soli trent’anni il 6 febbraio 1963.
Artista di difficile classificazione, oscillò continuamente tra molteplici identità anche contrapposte, a volte fuse insieme nelle opere che lo resero tra i più celebri e geniali artisti dello scorso Novecento. Aspramente criticato o oggetto di illimitato amore, il suo fervore creativo è figlio del suo tempo, dato che non deve la propria fortunata originalità solo all’intraprendenza sferzante di un giovane dall’acume invidiabile, ma si lega intimamente alle motivazioni di un’accesa polemica contro le ragioni del mercato dell’arte. E contro la stessa borghesia che prese poi ad amarlo, e che in quegli anni si mostrava disposta ad acquistare qualunque oggetto la mano di un artista avesse innalzato a dignità artistica.
Da qui, la nutrita serie di lavori che Piero Manzoni realizzò tra la fine degli anni ’50 e i primi del decennio successivo, di cui di seguito vi proponiamo una corposa galleria fotografica.
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Cani Padroni
Paolo Carlini, fotografo milanese classe 1964, è l'autore del volume fotografico Cani Padroni, in cui racconta, attraverso i suoi scatti, l’indissolubile legame tra uomo e cane, svelandone empatia e naturalezza.