Roma: la Massoneria apre gli archivi della Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi al pubblico

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

gran loggia italia palazzo vitelleschi

Per la prima volta in assoluto il Museo e l’Archivio Storico della Gran Loggia della Massoneria di Roma apriranno i battenti al pubblico. La sede nazionale di Roma, sita in Palazzo Vitelleschi, fino a sabato sera metterà in mostra i suoi pezzi più importanti. Dovete dunque affrettarvi: se volete dare uno sguardo ai grembiuli e alle carte di Totò, Gino Cervi e Paolo Stoppa avete pochissimo tempo a disposizione. La singolare iniziativa è stata presentata alla stampa dal professore Luigi Pruneti, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, da Alessandro Mola, storico della Massoneria e da Annalisa Santini, curatrice del Museo.

Nelle stanze di Palazzo Vitelleschi aspettatevi documenti originali, fra cui molto interessanti sono i ritratti autografi di Giuseppe Mazzini appartenenti al periodo giovanile londinese; il testo del ‘Canto di guerra’ di Goffredo Mameli con tanto di note musicali mandato da Mazzini a Giuseppe Verdi; lettere di Giovanni Giolitti del 1907 destinate alla commemorazione di Giosuè Carducci al Campidoglio; documenti del 1852 con le firme autografe di Giuseppe Mazzini, Mattia Montecchi e Aurelio Saffi; lettere manoscritte di Albert Pike e Timoteo Riboli, il medico personale di Garibaldi; manifesti e decreti della Repubblica Romana del 1849.

Non mancheranno certamente i paramenti da Loggia di Ernesto Nathan, Gran Maestro e sindaco di Roma, fra cui la sciarpa in seta marezzata verde, listata in rosso e con coccarsa rossa, gioiello in bronzo rappresentante una squadra e un compasso intrecciati, con tanto di manoscritto del nipote che ne certifica la sua appartenenza. E ancora: troverete i registri originali dal 1910 al 1924 in cui troverete le prove dell’iscrizione alla Massoneria di parecchi personaggi famosi della cultura, dell’imprenditoria e della politica italiana.

Luigi Pruneti, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, capo dell’Obbedienza con 520 Logge e di 10.000 Liberi Muratori, di cui 2.500 sono donne, ha dichiarato: ‘E’ un mondo nuovo che torna a parlare. Il materiale è a disposizione degli storici e del pubblico. Vogliamo dialogare liberamente per sfrondare pregiudizi e contribuire a ricostruire una coscienza civile per l’Italia. L’obiettivo è togliere gli -ossi- dalle immagini distorte che si hanno sulla Massoneria italiana’.

A ribadire questo concetto di volontà di sfatare i miti popolari e le leggende metropolitane che circondano la Massoneria, ci ha pensato anche Alessandro Mola che ha affermato: ‘E’ una quantità di materiale impressionante quella che giace tra queste mura per la vastità temporale del materiale e per l’importanza delle carte che la Gran Loggia d’Italia possiede, questo è da ritenersi un piccolo assaggio’, mentre Pruneti ha ribadito: ‘Purtroppo in Italia negli ultimi trent’anni si è affermata l’uguaglianza Loggia Massonica = P2, con tutti i significati deteriori che questo significa. Personalmente sono entrato nella Loggia nel 1974, e se dovessi raccontare tutte le leggende metropolitane che ho ascoltato in quasi quaranta anni potremmo rimanere qui per ore. Voglio spazzare via immediatamente una parentela che spesso nella pubblicistica ci viene affibbiata: noi non abbiamo mai avuto logge oppure fratelli coperti, e tanto meno collegamenti con gli elenchi ritrovati a Castiglion Fibocchi nel 1981′.

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Mer 11/07/2012 da Manuela Chimera

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento