Restauro del Colosseo, l’Authority dà il via libera a Della Valle

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Dite addio al restauro del Colosseo: l’Anitrust ha infatti bocciato l’appalto da 25 milioni di euro concesso a Diego Della Valle. E’ stato il Codacons a diramare la notizia, secondo il primo comunicato ufficiale avrebbe ‘dato ragione ai consumatori ed evidenziato una serie di distorsioni della concorrenza all’interno dell’accordo che affida i lavori di restauro del Colosseo al gruppo Tod’s’. Se ricordate bene, aveva suscitato più di qualche polemica l’accordo del giugno 2011 che il gruppo di Della Valle aveva stipulato per restaurare l’Anfiteatro Flavio, il quale sta crollando a pezzi lentamente.
Subito dopo l’accordo, il Codacons aveva chiesto all’Autorità per la concorrenza di valutare la correttezza della procedura che avrebbe concesso alla società Tod’s di Diego Della Valle la possibilità di restaurare il Colosseo. Per adesso Pia Pietrangeli, architetto e commissaria ad interim dell’area archeologica minimizza, parla di un ‘parere’ e non di una ‘bocciatura’.
Il punto su cui Codacons e Antitrust continuano a battere è che l’avviso per cercare uno sponsor per il restauro del Colosseo specifica chiaramente che chi si fosse sobbarcato tale onere avrebbe dovuto assumersi anche la responsabilità di completare l’opera di ripristino, quella della direzione dei lavori e della sicurezza, cercare terzi a cui affidare l’appalto se si fosse reso necessario e via dicendo. Pare invece che nell’accordo stipulato con Diego Della Valle si parli solo di finanziamento dell’opera, mettendo a disposizione solo i soldi e chiarendo di poter sfruttare l’immagine dell’Anfiteatro, senza parlare dell’effettiva realizzazione dell’opera.
Inoltre, un’altra cosa che ha fatto storcere il naso all’Antitrust è che il famoso Accordo prevede lo sfruttamento dell’immagine del Colosseo per un tempo superiore rispetto a quello previsto dall’Avviso. E mettiamoci pure il carico, la scelta degli sponsor papabili sarebbe avvenuta fra un gruppo sospettosamente ristretto di potenziali concorrenti.
A questo punto appare chiaro che a causa di tutte queste motivazioni, l’Autorità per la concorrenza consigli di rifare da capo l’Appalto. Per il momento i legali di Diego Della Valle non si sono pronunciati, non ci resta che attendere gli sviluppi di questa incresciosa vicenda tutta all’italiana, anche se siamo sicuri che una pioggia di detriti provenienti dai crolli del Colosseo ci seppellirà prima che il restauro tanto sospirato abbia inizio.
Aggiornamento 11-01-2012, ore 10,00: mentre si aspetta la sentenza del Tribunale amministrativo per il 25 gennaio, pare che siano quasi terminate le gare di appalto per i primi lavori. Il restauro in teoria non dovrebbe essere bloccato, tanto che entro marzo verrà ultimata la collocazione dei ponteggi e si parla della terza gara d’appalto. Deluso per la vicenda è il sindaco di Roma, che accusa chi vuole bloccare il restauro avvalendosi di cavilli giuridici e, debitamente amareggiato, Diego Della Valle che si è difeso dichiarando che l’appalto è stato ottenuto con tutte le garanzie e le trasparenze del caso e che ‘Lo sfruttamento commerciale della sponsorizzazione per il restauro del Colosseo? Non esiste e sarebbe assolutamente contrario, per quanto ci riguarda allo spirito dell’ iniziativa’.
Aggiornamento 11-01-2012, ore 14,00:nuovi guai per Della Valle e Tod’s. Dopo i guai con il Codacons e con l’Antitrust, anche la Procura di Roma e la Corte dei conti hanno deciso di aprire un fascicolo sul caso. E’ stata la Uil a rendere nota la faccenda, mentre Alemanno ha dichiarato sconvolto: ‘Una follia’.
Aggiornamento 12-01-2012, ore 23,00: Diego Della Valle ha deciso di aspettare l’esito delle indagini della Procura, ma non vuole lasciare il restauro del Colosseo. Ha dichiarato: ‘Aspetterò, ma non per un periodo lungo. Chi ha la delega a fare chiarezza la faccia presto perché queste cose non fanno bene all’immagine del Paese’ e paventa la regia di qualcuno dietro a questo increscioso caso.
Aggiornamento 18-01-2012, ore 9,00: tanto fumo e niente arrosto si potrebbe dire. Dopo la bagarre mediatica sollevata dalla Uil e dal Codacons per presunte irregolarità nella concessione a Tod’s di Diego Della Valle dell’appalto per il restauro del Colosseo, le due società si tirano indietro. Avete capito bene: dopo tanto clamore, Uil e Codacons hanno ritirato l’esposto contro Tod’s. Addirittura Codacons avrebbe presentato al Tar un’istanza per chiedere la conciliazione con Della Valle. Se tutto va in porto, questo mette fine agli infiniti corsi e ricorsi contro il patron di Tod’s, il che tradotto vuol dire che il restauro del Colosseo si farà: visto che anche la settimana scorsa c’è stato un crollo, diciamo che questo dovrebbe avere la precedenza. Sentiti ringraziamenti arrivano da Alemanno, che aveva giudicato ‘follia’ bloccare i lavori e da Diego Della Valle, che si era dichiarato disposto a fare un passo indietro. Sarà finita qui questa telenovela architettonica italiana?
Aggiornamento 18-01-2012, ore 21,00: Codacons ritratta e sostiene che ‘Non ritiriamo affatto l’esposto. O almeno, non lo ritireremo finchè non sara accolto il protocollo di regole che abbiamo presentato, per regolamentare il corretto utilizzo di tutti i monumenti e non solo del Colosseo’. Lo ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, dopo un incontro con Alemanno. La telenovela prosegue dunque, cosa succederà nella prossima puntata?
Aggiornamento 10-02-2012, ore 8,30: l’Authority ha dato a Tod’s di Della Valle l’autorizzazione a procedere al restauro del Colosseo in quanto il contratto ‘non appare in contrasto con i principi di legalità, buon andamento e trasparenza dell’azione amministrativa’. La scusante è che trattandosi di una sponsorizzazione e non di un appalto per lavori pubblici, ha delle restrizioni meno ferree. Quindi in definitiva, grazie a un contributo di 25 milioni, Della Valle potrà sfruttare il logo dell’Anfiteatro Flavio per i due anni successivi la durata dei lavori, estesi a 15 per l’associazione costituita dal medesimo Mr Tod’s, Alemanno è felice perché il Colosseo non gli cade più in testa e l’Antitrust deve fare buon viso a cattivo gioco. Tutto è bene quel che finisce bene.
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Ven 10/02/2012 da Manuela Chimera in Colosseo
















