Nessun restauro per l’Autoritratto di Leonardo Da Vinci: è troppo pericoloso

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L’ ‘Autoritratto’ di Leonardo Da Vinci è gravemente malato. Uno dei più grandi dipinti di tutti i tempi è danneggiato e ha bisogno di cure immediate, altrimenti la situazione potrebbe essere irreparabile. E’ questo lo sconcertante risultato di un’indagine diagnostica, assolutamente non distruttiva, condotta dagli esperti dell’Istituto Centrale per il restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario. La ricerca è durata circa un mese e mezzo ed è stato possibile effettuarla grazie al trasporto in una cassa ignifuga ammortizzata.
Come ricorderete, il dipinto si trovava alla Venaria Reale: non erano certo mancate all’epoca le polemiche in merito al fatto di esporre al pubblico un capolavoro così facilmente danneggiabile. Si era parlato dei rischi, ma nessuno immaginava che le condizioni del dipinto fossero critiche già da prima. Il lavoro di Leonardo ha parecchie macchie di ‘foxing’, ovvero delle macchie scure di ossidazione causate dall’invecchiamento e dalla ruggine. Queste ossidazioni sono la causa a loro volta della corrosione delle fibre di cellulosa, con il conseguente indebolimento dell’intera struttura.
Maria Cristina Misiti, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro ha dichiarato: ‘Fare le analisi a Roma ha comportato una spesa notevole, ed è stato un felice risultato della mostra di Torino per il 150mo dell’Unità d’Italia. Prima di effettuare qualunque intervento fisico di restauro sull’opera è stato fatto ogni possibile tipo di indagine, con la fluorescenza, raggi X, con il microscopio a scansione elettronica, e così via’.
In realtà il processo di degrado è assai antico, risale ai primi anni del ’900, quando venne appeso ad un muro, esposto alla luce che ha provocato alla lunga le lesioni chimiche simili a bruciature. Ma le analisi non hanno portato alla luce solo i danni, anche qualche curiosità è saltata fuori, come il fatto che la superficie dell’opera è stata spennellata da ambo i lati con della colla d’amido, per rendere più robusto il dipinto. Inoltre la carta su cui è stato creato l’Autoritratto è di canapa e lino, con anche alcuni frammenti di lana colorata. Quindi non una carta pregiata, ma non è una cosa insolita per Leonardo, che era solito disegnare su tutto quello che gli capitava a tiro.
Aggiornamenti
Aggiornamento 27 giugno 2012, ore 11,30: dimenticatevi il restauro dell’Autoritratto di Leonardo Da Vinci. Non si farà: è troppo pericoloso. E scordatevi anche di poterlo andare a vedere in una mostra come successo a Venaria Reale: per almeno un paio d’anni la tela rimarrà a riposo, ben protetta dagli agenti atmosferici che ne hanno provocato il degrado. Al momento il dipinto di Leonardo Da Vinci si trova al sicuro nel caveau della Biblioteca Reale e li ci rimarrà almeno fino al 2014, quando verranno terminati i lavori del Polo Reale, costituito da Palazzo Reale, dalla Galleria Sabauda, dal Museo di Antichità, dall’Armeria Reale e dalla stessa Biblioteca Reale.
Una volta conclusasi quest’opera monumentale, l’Autoritratto diventerà il cuore centrale, esattamente come successo alla Gioconda al Louvre. Tuttavia, anche quando il Polo Reale sarà concluso, non pensate a grandi esposizioni: l’Autoritratto non si muoverà più dal caveau, che però verrà ampliato per permettere a un maggior numero di visitatori, inclusi anche i disabili che per adesso non possono accedervi, di poter ammirare l’opera. Con dei limiti severi però: niente flash, illuminazione monitorata costantemente, massimo 100 persone per volta, esposizione per massimo 14 settimane e poi via di nuovo a riposare.
Per quanto riguarda il restauro, anche gli esperti dell’Istituto Centrale per il Restauro l’Opificio delle Pietre Dure, dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, delle Scuole di Alta Formazione per i Restauratori di beni culturali sono stati concordi: in questo momento farebbe più danno che altro, si tratterebbe di un intervento troppo invasivo. Macchie, aloni e linee poco nette rimarranno dunque dove sono. Almeno fino a quando non verrà istituita e istruita una task force apposita in grado di eliminare queste imperfezioni senza danneggiare l’opera.
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Mer 27/06/2012 da Manuela Chimera
















