Montecitorio: crolla affresco dell’800 nella Sala della Lupa. E’ allarme cultura

A Montecitorio crolla un affresco dell’800 nella Sala della Lupa ed è subito allarme cultura. Non si tratta di un locale qualsiasi, è quello dove il 2 giugno 1946 venne proclamata la Repubblica Italiana, per cui si tratta di una Sala densa di storia e di cultura. Che però si sta disfacendo letteralmente sotto i nostri occhi. Fortunatamente il crollo è avvenuto di notte, quindi non c’era nessuno e nessuno è rimasto danneggiato. E meno male, visto che la Sala è spesso usato per manifestazioni e riunioni istituzionali.
Poteva essere una tragedia, fortunatamente non lo è stata, tranne che per il mondo dell’arte. A trovare i calcinacci caduti dal soffitto sono stati gli addetti al palazzo che, arrivando ieri mattina al lavoro, si sono trovati davanti a questa sgradita sorpresa. A crollare è stato un dipinti di Ignazio Perricci dal titolo ‘Allegoria di Roma’, dipinto nel 1884. Federica Galloni, direttrice regionale dei Beni Culturali, ha dichiarato che ‘E’ crollato circa un metro quadrato di una zona periferica, quasi senza figurazioni: c’erano solo l’ala di un angelo e una porzione di cielo’. Minimizziamo, minimizziamo sempre, come quando ci sono i crolli a Pompei, però questa volta vi è quasi caduto in testa, cosa ci vuole per convincervi che i tagli alla cultura danneggiano tutta l’Italia?

La Sala della Lupa è quella più vasta dell’ala berniniana di Montecitorio: fa parte dei quartieri antichi del palazzo, non dell’ampliamento effettuato dal 1908 al 1918 da Ernesto Basile, quando Roma divenne Capitale d’Italia. E’ inutile dire che le battute su quanto accaduto si sprecano: qualcuno, malignamente e poco verosimilmente, afferma che il Parlamento sta andando in pezzi, qualcuno parla del crollo di Roma.
Tuttavia la questione è seria, va bene scherzarci sopra, ma come è possibile che la volta sia crollata? Come dice Galloni ‘La volta è sospesa a una travatura; non dovrebbe presentare problemi statici o strutturali: è stata oggetto d’un profondo consolidamento a cavallo degli Anni 50 e 60′. Si pensa dunque che il crollo sia stato dovuto a una contrazione della muratura, causata probabilmente dal gran caldo. Intanto che si discute sulle cause di questo incidente, la direzione regionale ha montato un ponteggio per mettere in sicurezza tutto l’affresco e anche per valutare se sia possibile o meno un restauro utilizzando i pezzi originali. E cosa accadrà dopo? Beh, pare che ‘La Camera cercherà dei fondi, forse al Provveditorato alle opere pubbliche, per il vero e proprio restauro: noi, infatti, non possediamo le risorse necessarie per farlo’.
E siamo sempre punto e a capo. Per evitare danni di questo tipo, ci vanno controlli e manutenzioni costanti, non restauri solo in caso di emergenza. Ma il problema resta sempre il vil denaro: i Beni Culturali non hanno né personale né fondi, tagliati da una politica che dà sempre meno fondi alla cultura e che poi si trova davanti a situazioni come questa (rispetto a qualche anno fa questi fondi sono stati ridotti a un terzo circa, del tutto insufficienti per coprire la manutenzione base di tutti i monumenti italiani). Visto che però adesso questa politica gli si è ritorta contro e gli è letteralmente crollata in testa, riusciranno ad aprire gli occhi e fare qualcosa per il patrimonio artistico italiano?
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Gio 12/07/2012 da Manuela Chimera in Patrimonio Artistico
















