Maturità 2012, seconda prova Liceo Classico: la versione di greco di Aristotele

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21 giugno, giorno della seconda prova dell’esame di maturità 2012: dopo la prima prova di ieri, il temutissimo tema, ecco che arriva la versione di greco per gli studenti del liceo classico. Mentre al liceo scientifico sono pronti, calcolatrici alla mano, a cimentarsi con complicati calcoli e mentre al liceo linguistico non mancano i vocabolari per la traduzione, come al solito tutti stanno fremendo per sapere di chi sarà la versione di greco di quest’anno. Se continuare a seguirci, non solo vi diremo l’autore e il brano della versione, ma vi posteremo anche il testo e la traduzione di questa seconda prova.

Ecco, ci siamo, dopo averci dato il codice, che per oggi è I63SZ-DR2PJ-4654D-GMCWV-YYEUC, le prime indiscrezioni parlano della versione di Aristotele. Il titolo della versione dovrebbe essere questo: ‘Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura’. Appena avremo testo e traduzione li aggiungeremo in calce. Intanto sembra che la versione sia tratta da ‘De partibus animalium’ e che l’incipit sia δει με δυσχεραινει, mentre termina con α μέ συμβαινει κοριζομενα ποτε τες ουσιας αυτον.

I primi commenti a caldo dei maturandi affermano che questa versione non sia stato affatto semplice. La prima parte in realtà era abbastanza fattibile, ma la seconda, vuoi anche per l’argomento trattato, è risultata parecchio ostica.

Traduzione versione di Aristotele

testo versione greco maturita 2012

Questa è la traduzione della versione di greco di Aristotele scelto per la seconda prova del Liceo Classico all’esame di maturità 2012:

‘Dunque, non si deve nutrire un infantile disgusto verso lo studio dei viventi più umili: in tutte le realtà naturali v’è qualcosa di meraviglioso. E come Eraclito, a quanto si racconta, parlò a quegli stranieri che desideravano rendergli visita, ma che una volta arrivati, ristavano vedendo che si scaldava presso la stufa della cucina (li invitò ad entrare senza esitare: “anche qui – disse – vi sono dei”), così occorre affrontare senza disgusto l’indagine su ognuno degli animali, giacchè in tutti v’è qualcosa di naturale e di bello. Non infatti il caso, ma la finalità è presente nelle opere della natura, e massimamente: e il fine in vista del quale esse sono state costituite o si sono formate, occupa la regione del bello. Se poi qualcuno ritenesse indegna l’osservazione degli altri animali, nello stesso modo dovrebbe giudicare anche quella di se stesso; non è infatti senza grande disgusto che si vede di che cosa sia costituito il genere umano: sangue, carni, ossa, vene, e parti simili.
Similmente occorre ritenere che quando si discute intorno a una parte o a un oggetto qualsiasi non si richiama l’attenzione sulla materia né si discute in funzione di essa, bensì della forma totale: si parla, per esempio, di una casa, ma non dei mattoni, della calce, del legno; e allo stesso modo – quando si tratta della natura – si parla della totalità sintetica della cosa stessa, non di quelle parti che non si danno mai separate dalla cosa stessa cui appartengono’

ed ecco una versione alternativa:

‘Occorre affrontare senza disgusto l’indagine su ognuno degli animali; infatti in tutti vi è qualcosa di naturale e bello. E come Eraclito, si racconta, si rivolse a degli stranieri che volevano fargli visita,i quali, essendo entrati, videro che si riscaldava davanti alla stufa e si fermarono (disse loro infatti di entrare senza indugiare: anche qui infatti ci sono gli dei), così bisogna condurre l’indagine su ogni animale senza provare disgusto, perchè in ogni cosa vi è qualcosa di naturale e bello. Infatti non il caso, ma la finalità è presente nelle opere della natura, e massimamente. E lo scopo in vista del quale sono state composte o sono nate, occupa la regione del bello. Se qualcuno pensasse che sia spregievole l’osservazione degli altri animali, bisogna giudicare allo stesso modo quella su sè stesso; infatti, non senza molto disgusto si vede da cosa sia composto il genere umano, sangue, carne, ossa, vene e parti simili. Allo stesso modo bisogna pensare che nel momento in cui si ragiona su una parte, oppure una cosa ,non si fa attenzione alla materia o alla sua funzione, ma a tutta la forma, come di una casa, non si fa attenzione ai mattoni, alla calce o al legno. Così riguardo la natura si parla di tutta la totalità della cosa, ma non delle parti che non sono mai divise dalla loro sostanza’

Brano completo

Questo è il brano completo da cui è tratta la traduzione di greco della maturità 2012:

ARISTOTELE De partibus animalium I,( A), 5, 645 a

‘E perfino circa quegli esseri che non presentano attrattive sensibili, tuttavia, al livello
dell’osservazione scientifica, la natura che li ha foggiati offre grandissime gioie a chi sappia
comprenderne le cause, cioè sia autenticamente filosofo. Sarebbe del resto illogico e assurdo,
dal momento che ci rallegriamo osservando le loro immagini poiché al tempo stesso vi
riconosciamo l’arte che le ha foggiate, la pittura o la scultura, se non amassimo ancor di più
l’osservazione degli esseri stessi così come sono costituiti per natura, almeno quando siamo in
grado di coglierne le cause.
Non si deve dunque nutrire un infantile disgusto verso lo studio dei viventi più umili: in tutte
le realtà naturali v’è qualcosa di meraviglioso.
E come Eraclito, a quanto si racconta, parlò a quegli stranieri che desideravano rendergli
visita, ma che una volta entrati, ristavano vedendo che si scaldava presso la stufa di cucina (li
invitò ad entrare senza esitare : «anche qui — disse — vi sono dèi»), così occorre affrontare
senza disgusto l’indagine su ognuno degli animali, giacché in tutti v’è qualcosa di naturale e di
bello.
Non infatti il caso, ma la finalità è presente nelle opere della natura, e massimamente: e il fine
in vista del quale esse sono state costituite o si sono formate, occupa la regione del bello. Se
poi qualcuno ritenesse indegna l’osservazione degli altri animali, nello stesso modo dovrebbe
giudicare anche quella di se stesso; non è infatti senza grande disgusto che si vede di che cosa
sia costituito il genere umano: sangue, carni, ossa, vene, e simili parti.
Similmente occorre ritenere che quando si discute intorno a una parte o a un oggetto qualsiasi
non si richiama l’attenzione sulla materia né si discute in funzione di essa, bensì della forma
totale: si parla, per esempio, di una casa, ma non dei mattoni, della calce, del legno; e allo
stesso modo – quando si tratta della natura – si parla della totalità sintetica della cosa stessa,
non di quelle parti che non si danno mai separate dalla cosa stessa cui appartengono’


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Gio 21/06/2012 da Manuela Chimera

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