L’Uomo Ragno, da un grande potere deriva una grande responsabilità

E’ un grande momento per l’Uomo Ragno. Ha da poco festeggiato i venticinque anni di presenza, del fumetto con il suo nome, nelle edicole e nelle fumetterie italiane ed il quattro luglio uscirà il reboot della sua versione cinematografica. Probabilmente l’Uomo Ragno è uno dei supereroi più famosi al mondo, forse solo Superman e Batman possono contare su una popolarità pari a quella dell’arrampicamuri.
L’immagine a corredo di questo articolo è tratta dai vecchi cartoni animati che a cavallo tra gli anni settanta e ottanta andavano in onda sulla Rai durante Supergulp. Proprio in quegli anni faceva capolino nelle edicole l’Uomo Ragno firmato dalla Editoriale Corno. Le particolarità che hanno sancito il successo dell’amichevole arrampicamuri di quartiere sono tante. Innanzitutto con lui sono nati i supereroi con superproblemi e poi rappresenta uno sogno classico di tanti ragazzini.
Peter Parker, l’alter ego dell’Uomo Ragno, è il classico nerd che solo per caso acquisisce i poteri e la forza proporzionale di un ragno. Timido e imbranato a scuola, spigliato, spiritoso e super atletico quando indossa la maschera del ragno. L’Uomo Ragno, in realtà, nasce la sera in cui un suo mancato intervento porta alla morte dell’amatissimo zio Ben. Da allora Peter Parker comprenderà la lezione più dura della sua giovane esistenza ed attorno ad essa costruirà tutta la sua esistenza. Da un grande potere derivano grandi responsabilità. E’ intorno a questo mantra che vive l’Uomo Ragno.
L’Uomo Ragno non è un dio come Thor, non è la bandiera fatta persona come Capitan America, non è un ricchissimo genio playboy come Iron Man o un brillante avvocato come Devil. Peter Parker è un ragazzo alle prese con imprese titaniche come arrivare a fine mese, intrattenere rapporti interpersonali credibili con le donne e gli amici che attraversano la sua esistenza, il tutto mentre cerca di salvare vite umane e occasionalmente il mondo. L’Uomo Ragno spesso si trattiene perchè uccidere un supercriminale significherebbe diventare come loro ed è un errore che l’Uomo Ragno non commette. Non è questo il ragazzo che Benjamin e May Parker hanno cresciuto.
E’ difficile ridurre un personaggio così complesso in poche righe, quello che posso dire è che se non avete letto i fumetti dell’Uomo Ragno fatelo, i film usciti fino ad oggi non sono nemmeno un pallido riflesso delle storie di testa di tela.
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Mar 19/06/2012 da Fabio Pagano
















