Il silenzio dei nostri amici, i diritti umani nell’America degli anni sessanta

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Recensione Il Silenzio dei Nostri Amici

Nel fumetto americano, più che in quello degli altri paesi, hanno un grande riscontro i graphic novel di denuncia e/o di ricostruzione storica. Attraverso l’autobiografia romanzata molti autori hanno ricostruito passaggi fondamentali della storia americana più o meno recente. E’ quello che ha fatto Mark Long, spalleggiato da Jim Demonakos e Nate Powell, con “Il silenzio dei nostri amici“. Il periodo storico è quello della fine degli anni sessanta, poco prima dell’assassinio di Martin Luther King.

Quello delle lotte per i diritti dei neri d’America è un tema che ha generato pagine e pagine di grande letteratura. Molti scrittori americani si sono cimentati con questo periodo storico che è alla radice degli USA contemporanei e che per certi versi non è stato del tutto superato nonostante alla Casa Bianca ci sia un presidente afroamericano.

Il silenzio dei nostri amici racconta dell’amicizia che nasce tra due famiglie, una bianca e l’altra nera, a Houston in Texas. A creare l’opportunità sono i due capifamiglia. Uno, il nero, è un professore ed un attivista per i diritti delle minoranze etniche e l’altro, il bianco, è un giornalista da poco trasferito a Houston e specializzato nelle tematiche razziali. La storia mette in evidenza le differenze tra le due famiglie e tra i due uomini, che però si trovano a combattere dalla stessa parte della barricata e contro gli stessi pregiudizi nonostante il diverso colore della pelle. La storia scorre lenta, ma pian piano apre una serie di interrogativi che portano il lettore a riflettere sulla condizione dei neri d’America fino a poco più di quarant’anni fa.

La parte più bella e significativa de “Il silenzio dei nostri amici” è quella che riguarda la visita della famiglia nera a casa di quella bianca. dopo un iniziale imbarazzo c’è l’escalation. Prima la figlia cieca del giornalista, una bambina che non sa cosa è bianco e cosa è nero, trova l’unica vera differenza tra le due razze: i capelli crespi. Successivamente i bambini fanno amicizia ed irrompono nel salotto mentre dal giradischi di casa irrompe la musica travolgente di “Soul Man” cantata da Sam & Dave.

Il silenzio dei nostri amici è un graphic novel molto ben fatto, i disegni riescono a trasferire il pathos della protesta e gli attimi drammatici delle cariche della polizia nonostante il tratto non sia nè crudo nè realistico all’eccesso. Per chi volesse approfondire queste tematiche consiglio la lettura di “Figlio di un preservativo bucato”. Il silenzio dei nostri amici si può trovare in tutte le librerie ed in tutte le fumetterie, è edito dalla Bao Publishing ed è in vendita al costo di 16.00 euro.

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Lun 20/08/2012 da Fabio Pagano

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