Il 30 giugno la giornata durerà più di 24 ore: merito del secondo intercalare

Ma lo sapevate che il 30 giugno 2012 durerà 24 ore e un secondo? O se preferite considerarla così, ci sarà un minuto che al posto di durare 60 secondi ne conterrà ben 61. Si tratta del celebre secondo intercalare, che in inglese diventa ‘leap second’: in pratica è una sorta di aggiustamento temporale che viene adottato dagli orologi atomici di tutto il mondo in modo da rendere uniforme l’UTC, ovvero l’ora artificiale del tempo coordinato universale con la rotazione terrestre.
Se vi state chiedendo chi è che si prende la briga di tenere questi conti, sappiate che il compito di aggiungere un secondo ogni tot anni è nelle mani dell’International Earth Rotation and Reference Systems Service (IERS). Ma quand’è che viene aggiunto questo secondo intercalare? In pratica, senza addentrarci troppo in calcoli matematici che con questo caldo rischiano di farci fondere il cervello, si aggiunge un secondo in più quando la differenza (DUT1) fra il tempo solare (UT1) e il tempo degli orologi di riferimento (UTC) si avvicina agli 0,6 secondi, parlando in valore assoluto.
Scopo di questo calcolo matematico è quello di fare in modo che la DUT1 oscilli sempre in un intervallo fra i -0,9 e i +0,9 secondi. Quindi se la vostra sveglia è sempre in ritardo, la colpa è della mancanza del secondo intercalare? No, li il problema è proprio l’orologio che non funziona, nel caso del secondo intercalare il problema è di natura più squisitamente astronomica.
In pratica la frequenza di rotazione della Terra non è prevedibile su tempi molto lunghi, non si sa mai quindi quando sarà necessario aggiungere questo secondo in più, anche se qui la statistica giunge in nostro soccorso rivelandoci che di solito le correzioni sono necessarie ogni 18 mesi. E così, se guardiamo indietro nella storia di questo secondo che non esiste, ma che viene aggiunto, troviamo il primo il 30 giugno 1972, mentre l’ultimo era stato inserito il 31 dicembre 2008.
E ancora. Il periodo più lungo fra un aggiustamento e l’altro è quello che è andato dal 1 gennaio 1999 al 31 dicembre 2005: qui la frequenza di rotazione della Terra non ha avuto colpi di testa. La cosa buffa è che di solito il secondo intercalare è aggiuntivo, quindi con minuto che dura 61 secondi. Però l’IERS potrebbe tranquillamente proporre un minuto di 59 secondi se ce ne fosse bisogno, ma a quanto pare finora non si è mai reso necessario. Questo pare che sia dovuto al fatto che ogni tanto la Terra rallenta un po’, non a causa di un universale senso di pigrizia che colpisce ogni tanto persone, semafori, code in Posta o pianeti, ma perché gli effetti gravitazionali della Luna ci mettono lo zampino.
Ma perché le correzioni vengono fatte sempre il 31 dicembre o il 30 giugno? Beh, pare che non ci sia nessun particolare motivo filosofico o religioso alla base, si tratta di una convenzione che stabilisce l’aggiunta (o la detrazione quando capiterà) allo scoccare della mezzanotte del giorno stabilito, sempre rispettando il fuso orario (l’Italia segue Greenwich, quindi non abbiamo problemi, ma in altri Paesi potrebbe capitare il giorno successivo, quindi il 1 gennaio o il 1 luglio). Vi ricordate di quel Capodanno in cui avete stappato la bottiglia con un impercettibile anticipo rispetto a quanto stabilito dai cronometri? Ecco, avete conosciuto il secondo intercalare. Ma c’è anche un impercettibile vantaggio: domani dormiremo un secondo in più! :)
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Ven 29/06/2012 da Manuela Chimera





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