Graphic novel italiane, le più famose

Il graphic novel è una forma narrativa che nel fumetto italiano non ha goduto di grande popolarità, perchè è più vicina al romanzo ed alla narrativa classica che al fumetto popolare che è da sempre la forza trainante delle nuvole parlanti made in Italy. Questa tendenza si sta invertendo negli ultimi anni anche in seguito al grande successo dei graphic novel arrivati dall’estero e tradotti da case editrici come la Coconino Press, la Bao e poche altre.
Il mercato internazionale dei graphic novel propone nuovi titoli a getto continuo ed il livello qualitativo, anche nel 2011, è stato molto alto. In Italia bisogna far riferimento a qualche anno fa per trovare prodotti di primo livello.
Il capostipite è certamente Hugo Pratt con le sue storie di Corto Maltese, “Una ballata del mare salato”, è un romanzo disegnato in tutto e per tutto. Qualche anno dopo Hugo Pratt ne ha scritto anche una versione in forma romanzo. In genere le storie di Corto Maltese rientrano tutte a pieno in questa categoria e sono tutte di livello molto alto. Il maestro veneziano è uno che si è cimentato spesso con i graphic novel ed ha fatto fare il salto di qualità alle “storie d’avventura” che sono passate dal fumetto popolare ad una forma di narrazione ritenuta, a torto o a ragione, più alta.
Un altro maestro del genere è il grande Milo Manara. Tutto il mondo ci invidia il suo talento come disegnatore, ma il fumettista italiano è autore di gran pregio. Le avventure di Giuseppe Bergman non temono il confronto con i lavori moderni, ma il vero capolavoro di Manara è “Il gioco“. Un graphic novel a tinte fortemente erotiche come nello stile di Manara che ha costruito una storia che nonostante abbia festeggiato quest’anno il trentennale dalla pubblicazione è ancora attualissima. Un esempio di sceneggiatura e di disegno da mostrare nelle scuole di fumetto.
Dello stesso periodo è anche “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, una storia visionaria, melodrammatica ed avvincente che delineò immediatamente un fenomeno e lancio un grande talento sulla scena del fumetto mondiale. Fuochi è un graphic novel un po’ atipico, ma quando ci si trova di fronte ad un talento del livello di Lorenzo Mattotti non gli si può chiedere anche il rispetto degli schemi.
Insieme con Mattotti in quegli anni muoveva i primi passi un altro grande del fumetto italiano, Igort. Il suo capolavoro riconosciuto è, a mio avviso, “5 è il numero perfetto“. Una storia dura, avvincente, senza pause. Ben disegnata e ben raccontata. Fosse stato un autore americano Igort avrebbe fatto la felicità dei signori di Hollywood ed alcuni dei suoi lavori sarebbero diventati dei blockbuster internazionali.
Uno che al cinema ci è arrivato anche in Italia è Gipi alias Gianni Pacinotti che è stato il regista di “L’ultimo terrestre”. Dal punto di vista fumettistico Gipi ha prodotto alcuni graphic novel di livello assoluto. Quello che si erge al di sopra degli altri è “Appunti per una storia di guerra” che sotto l’ombrello unificatore della guerra trova la chiave per raccontare l’amicizia tra ragazzi e le storie della periferia italiana che sono da sempre al centro delle narrazioni di Gipi.
Un autore che merita una menzione per il suo lavoro è Davide Toffolo. Un mondo a parte, invece, è quello di Andrea Pazienza. E’ un autore talmente grande che è difficile attribuire le sue opere ad un genere piuttosto che ad un altro. Le sue storie di Zanardi, oppure, “Gli ultimi giorni di Pompeo” valicano il confine dei graphic novel. Sono cose da leggere e basta.
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Gio 16/08/2012 da Fabio Pagano




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