Esame di Maturità 2012: prova orale, consigli e strategie per un colloquio vincente

Manca ormai pochissimo alla fine degli esami di maturità: a breve dovrebbero partire gli orali, forse la prova più temuta fra tutte, ma anche quella che pone fine a questa difficile ordalia. Orde di maturandi sono riusciti a sopravvivere alle prime prove della maturità, qualcuno avrà fatto più fatica di altri, ma tutti, indipendentemente dalla media raggiunta, sono terrorizzati dal colloquio orale con i professori: andiamo dunque a dare qualche consiglio per avere un orale di successo alla maturità 2012.
Per quanto riguarda le date degli orali alla maturità 2012, qualcuno parlava del 28 giugno, ma in realtà sarà la commissione stessa, dopo aver finito di correggere le prime tre prove a decretare il calendario degli orali. Studenti che sono sopravvissuti al tema della prima prova, che hanno superato brillantemente la seconda prova, sia essa la difficile versione di greco o i facili problemi di matematica, che sono riusciti a dribblare con consumata abilità il quizzone della terza prova, ecco che adesso tremano al pensiero di dover sostenere un faccia a faccia direttamente con i professori.
Che si sa, sono esseri umani, quindi, anche se non dovrebbero, hanno simpatie e antipatie che potrebbero influire sul vostro risultato. Su questi fattori non potrete porre rimedio, ma su altri sì ed è su questi ultimi che andremo a concentrarsi. Prima di tutto lo studio: ovviamente se avete studiato e conoscete discretamente bene gli argomenti è difficile fare un flop colossale. Certo, anche i meglio preparati potrebbero andare un attimo in tilt, ma se le nozioni sono li da qualche parte nel vostro cervello, state tranquilli che prima o poi salteranno fuori.
Veniamo ora alla parte esteriore dell’orale della maturità. Abbigliamento, gioie e dolori. I consigli che vi daremo arrivano dritti dritti da chi l’esame lo ha già passato e ha visto con i propri occhi come determinati look siano abbastanza invisi ai professori. Partiamo con il look per le ragazze. Ci va un look sobrio, non dimesso, ma neanche troppo vistoso. Le gonne non devono essere troppo corte, le scollature non devono essere troppo evidenti: ricordate, state dando una prova di maturità, non è una serata in discoteca.
Se è pur vero che magari a qualche docente maschio una minigonna può far piacere, ricordate che ce ne sono altri a cui può dar fastidio vedere una ragazza vestita come se stesse per fare serata. E che dire delle docenti donne? Vedere una giovane agghindata e sbrilluccicante potrebbe fargli saltare la mosca al naso, magari per un malcelato senso di invidia. Ecco dunque che dovrete evitare gioielli e accessori troppo vistosi, una semplice catenina e dei piccoli orecchini discreti vanno più che bene. Evitate anche acconciature troppo stravaganti: dovete dimostrare di aver studiato, non che avete passato il tempo facendo shopping e curandovi solo del vostro aspetto. E il trucco? Discreto, il minimo indispensabile per nascondere le occhiaie e basta. Guardate la foto che abbiamo messo: un bel paio di jeans (non a vita troppo bassa), un semplice paio di scarpe da ginnastica, una t-shirt tranquilla, i capelli raccolti con un semplice fermacapelli, mani ferme sulle ginocchia. Ecco il look da seguire.
Per i ragazzi valgono le stesse regole di sobrietà delle ragazze. Eviterei i pantaloncini corti e le maglie troppo aderenti, evitare anche di mettere in mostra muscoli e tatuaggi: non siete in spiaggia. Senza esagerare: giacca e cravatta vi farebbero passare per dei sapientini, categoria che non piace molto ai professori.
Avete finito di abbigliarvi ed ecco che entrate nella stanza. Anche qui dovete fare attenzione: un ingresso troppo baldanzoso e sicuro di sé non piace mai ai professori, anche durante l’esposizione non dovrete mai e poi mai far capire che magari, su quel determinato argomento, ne sapete più di loro. A nessuno piace sentirsi umiliato, men che meno a chi ha il vostro voto nelle mani. Entrate tranquilli, con un sorriso modesto, salutate tutta la commissione, accomodatevi e per carità tenete le mani a posto: non giocate con i capelli, non gesticolate troppo. I professori lo sanno benissimo che siete agitati, ma non mostrateglielo più del necessario. Ricordate che la parola d’ordine è mostrare maturità.
Passiamo ora all’esposizione. Prima di tutto vi ricordiamo che i ripassi dell’ultimo minuto non servono a nessuno, vi confondono solo le idee. Ed evitate anche di passare tutta la notte sui libri: le occhiaie non farebbero una buona impressione. L’esposizione della tesina deve essere chiara e sicura, non parlate né troppo lentamente né troppo velocemente. Questo sarà più facile se avrete provato a casa davanti allo specchio o davanti a un pubblico a ripeterla più volte ad alta voce: più lo fate, più vi sentirete sicuri. Guardate in faccia i professori, senza sfidarli e non fermatevi mai, per nessun motivo. Se vi sembra che il docente a cui vi rivolgete o che vi ha fatto la domanda non vi stia ascoltando, che stia parlottando col vicino, sta solo fingendo: vi sente eccome. Continuate a parlare fino a quando non sarà lui a fermarvi.
Questo sistema non vale solo per l’esame di maturità, ma anche per gli esami universitari. Se vi sembra di aver esaurito l’argomento della domanda o della tesina, non fermatevi se non è il professore a dirvelo: agganciatevi a un argomento che conoscete bene e continuate a ruota libera, ma sempre con coerenza e dimostrando di saper fare agganci fra un argomento e l’altro. Anche quando vi fanno una domanda a cui non sapete dare una risposta, non fate scena muta: cercate un appiglio a qualcosa, prendetela alla lontana in modo da far capire che, anche se proprio quella cosa non la sapete alla perfezione, qualcosina avete studiato comunque. E potrebbe anche darsi che così facendo sia il professore stesso a darvi qualche aiutino insperato. E ricordatevi di ripassare tutte le precedenti prove: potrebbero chiedervi il perché di una certa traduzione o il modo in cui avete svolto un problema, meglio andarci preparati. :)
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Mer 27/06/2012 da Manuela Chimera
















