DYI Frog Pregnancy Test: a New York una mostra sulla storia del test di gravidanza

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Proteus Gowanus

Verrà inaugurata il 6 luglio 2012 a Brooklyn, New York un’insolita mostra dedicata alla storia del test di gravidanza. Con il titolo ‘DYI Frog Pregnancy Test’, la galleria d’arte ‘Proteus Gowanus’ ripercorrerà idealmente il percorso dell’evoluzione dei test di gravidanza, da quelli abbastanza empirici del passato ed arrivando fino al moderno test dell’esame delle urine. Ma da dove nasce l’idea per un’esposizione così insolita dal carattere medico-scientifico? Ebbene, il punto di origine sarà un’esame usato negli anni Quaranta che prevedeva il coinvolgimento di alcune rane.

Sì, avete capito bene: negli anni Quaranta uno dei metodi più in voga per stabilire se una donna fosse incinta o meno era quello di utilizzare alcune compiacenti rane africane, le Xenopus laevis per essere più precisi, per stabilire l’effettiva gravidanza o meno di una donna. In pratica si era visto che se nella sacca linfatica dorsale di questa ranocchia veniva iniettata dell’urina di donna gravida, poche gocce a dire il vero, ecco che l’anfibio deponeva qualcosa come 200-300 uova. Il tutto con solo sei ore di attesa. Non male, vero? Tanto che questo metodo venne utilizzato fino agli anni Settanta, periodo durante il quale si preferì seguire altre strade e lasciare in pace rane e affini.

Xenopus laevis

La galleria d’arte di Brooklyn ‘Proteus Gowanus’ permetterà però, grazie all’ausilio dell’antropologo Eben Kirskey, di sperimentare nuovamente dal vivo questo sistema. Come? Beh, pare che a cinque fortunate future mamme, le quali sono caldamente invitate a partecipare all’esposizione, verranno regalate altrettante rane in modo da poter fare il test o sul posto o a casa. Che fortuna, chi non vorrebbe portarsi a casa una rana? Tuttavia la mostra ha anche lo scopo di porre in evidenza un fatto increscioso, ovvero come questa pratica abbia portato quasi allo sterminio di diverse specie di rane.

Il motivo? Pare che l’urina umana contenga un fungo che è nocivo per le rane: la Xenopus laevis in breve sono diventate portatrici sane, a loro il fungo non causa nessunissima patologia, ma hanno contribuito a diffondere il fungo ad altre specie, diventando vero e proprio vettore di malattia, causando così un’estinzione di massa di altre ranocchie. Ed è proprio il professor Kirskey ha rilanciare una delle più annose questioni sulla responsabilità della scienza, materia fra l’altro del tema di maturità 2012 di quest’anno, quello scientifico per l’appunto: ‘Negli anni ’30 non si era a conoscenza del fungo. Se il risultato dei test è un’estinzione delle popolazioni di anfibi, quale sarà il risultato delle nuove biotecnologie?’.

Ovviamente Kirskey invita poi le fortunate donne vincitrici delle rane a non liberare nell’ambiente le ranocchie, onde evitare una nuova estinzione di massa delle altre specie, ma a tenerle in casa come insoliti e simpatici animali domestici oppure come agente nella lotta biologica alle zanzare e alle mosche. Si tratta dunque di un esperimento per la galleria Proteus, ma i curatori sperano di inaugurare così una serie di eventi legati alle forme più antiquate della scienza che ci permettano di affrontare con occhi diversi e con un nuovo modo di pensare determinati argomenti.

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Mar 26/06/2012 da Manuela Chimera

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