Alan Turing: Google Doodle dedicato al padre dell’informatica [VIDEO]

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google doodle alan turing

Google Doodle dedicato a Alan Turing, il padre dell’informatica: è questa la sorpresa di oggi del motore di ricerca. E che sorpresa: si tratta ancora una volta di un Doodle dinamico, un vero e proprio enigma da risolvere in codice binario. Ma non temete: se non siete degli adepti del binario, vi sveliamo la soluzione, che potete trovare anche nel video che vi alleghiamo. Questo Doodle interattivo non è nient’altro che una rappresentazione della macchina di Turing.

Se chiacciate il tasto verde play si inizia un’operazione che permetterà di trovare i codici binari per illuminare le lettere di Google. Per ogni operazione che fate, dovete inviare una conferma alla macchina di Turing. Qui di seguito, ecco il video con la soluzione dell’enigma:

Come di consueto, se cliccate sul Google Doodle interattivo di Alan Turing, verrete immediatamente spediti alla pagina di ricerca relativa al matematico. Ma ora è tempo di andare a dare uno sguardo più da vicino alla biografia e alla carriera di Alan Turing. Nasce all’anagrafe come Alan Mathison Turing, a Londra, il 23 giugno 1912 e muore a Wilmslow il 7 giugno 1954: è stato un grande matematico, logico, crittanalista, nonché uno dei padri dell’informatica.

Alan Turing

Formalizzò i concetti di algoritmo e di calcolo, sviluppando la macchina di Turing, ma fu anche un celebre decrittatore durante la Seconda Guerra Mondiale, lavorando anche al Bletchley Park, il più importante centro di crittoanalisi dell’Inghilterra, decifrando i cifrari tedeschi e inventando il metodo della bomba, cioè una macchina elettromeccanica che poteva decodificare i codici creati con la macchina Enigma. Omosessuale, si suicidò a soli 41 anni a seguito delle persecuzioni omofobiche del governo inglese. Proprio in suo onore, la Association fo Comuptin Machinery (ACM) nel 1966 ha creato il Turing Award, una delle più importanti riconoscenze mondiali nel campo dell’informatica e dell’intelligenza artificiale.

Fin da piccolissimo Turing diede prova del suo genio, anche se all’inizio ebbe qualche problema a scuola visto che la sua passione per le materie scientifiche si scontrava con l’impostazione classica della scuola di St. Michael. Nel 1931 viene ammesso al King’s College dell’Università di Cambridge dove studia meccanica quantistica, logica, teoria della probabilità, inventando una nuova dimostrazione del teorema del limite centrale, già spiegato nel 1922 dal matematico Linderberg. Si laurea nel 1934 e nel 1936 vince il premio Smith. Intanto si trasferisce alla Princeton Univeristy dove ottiene un Ph.D. E’ proprio in questi anni che pubblica l’articolo ‘On computable Number, with an application to the Entscheidungsproblem’, dove descrive il prototipo della macchina di Turing, di cui vi mettiamo una foto.

macchina di turing

Come dicevamo prima, durante la Seconda Guerra Mondiale fu uno dei più grandi crittografi al servizio del Department of Communications inglese, creando una versione più efficace della bomba di Rejewski capace di decifrare i codici tedeschi inventati dalla macchina elettronica Enigma. Quando la guerra finisce, Turing va al National Physical Laboratory per disegnare il modello di un computer. Il rapporto che presentava l’Automatic Comupting Engine (ACE, Motore per il Calcolo Automatico) fu un vero flop nel 1946, soprattutto a causa degli alti costi.

Nel 1947/48 studiò anche neurologia e fisiologia e trovò anche il tempo di vincere alcune gare di corsa e di partecipare alla maratona. Nel 1950 scrive un articolo, ‘Computing machinery and intelligence’ sulla rivista Mind, in cui descrive quello che poi sarebbe diventato famoso come il test di Turing: su questo articolo si basano numerosi studi sull’intelligenza artificiale.

Diventato Membro della Royal Society di Londra, lavora alla Machester Automatica Digital Machine (MADAM), creandone algoritmi e programmi. E’ del 1952 lo sviluppo di un approccio matematico all’embriologia. Ma nel 31 marzo viene arrestato per omosessualità e in giudizio avrebbe dichiarato: ‘… non scorgeva niente di male nelle sue azioni’. All’epoca l’omosessualità non era tollerata: venne sottoposto alla castrazione chimica, cosa che lo rese impotente e provocò lo sviluppo del seno. Furono questi i motivi che lo portarono al suicidio finale.

Spendiamo qualche parola sul metodo utilizzato per il suo suicidio. Uomo dal carattere eccentrico, anche la sua morte riflette questa sua particolarità: morì ingerendo una mela avvelenata con cianuro di potassio, ispirandosi alla fiaba di Biancaneve, da lui molto amata da bambino. La madre cercò di sostenere che avesse ingerito per errore il veleno, ma l’autopsia dimostrò come fosse morto in uno stato di squilibrio mentale.

Solo il 10 settembre 2009 il primo ministro Gordon Brown ritenne opportuno fare delle scuse ufficiali: ‘Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. [...] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio’.

In onore di Alan Turing, ecco qualche citazione, aforisma e frase famosa:

‘Credo che alla fine del secolo l’uso delle parole e l’opinione delle persone di cultura saranno cambiate a tal punto che si potrà parlare di macchine pensanti senza aspettarsi di essere contraddetti’

‘La scienza è un’equazione differenziale. La religione è una condizione al contorno’

‘Propongo di considerare questa domanda: -Le macchine sono in grado di pensare?-’

‘Il ragionamento matematico può essere considerato piuttosto schematicamente come l’esercizio di una combinazione di due capacità, che possiamo chiamare intuizione e ingegnosità’

‘No, non mi interessa sviluppare un cervello elettronico potente. Mi accontento di uno mediocre, un po’ come quello del presidente dell’AT&T’

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Sab 23/06/2012 da Manuela Chimera

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